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TestadiAlkol

TestediAlkol all’Università La Sapienza di Roma: una giornata dedicata all’arte di comunicare

Siamo stati invitati all’università “La Sapienza” di Roma come esempio di comunicazione sociale per parlare del problema dell’alcol e del bere responsabile. Nel dipartimento di Scienze della  Comunicazione abbiamo raccontato le nostre campagne. Rocco Siffredi e Massimo Ceccherini sono intervenuti in qualità di testimonial. Un grande evento fuori dai nostri “usuali” confini per… allargare gli orizzonti!

Nella pagina video, interviste, spezzoni della giornata e servizi dedicati.

servizio fatto da una televisione locale romana per l’iniziativa delle TestediAlkol e l’associazione Generazioni Contatti che ha coinvolto alcuni dei nostri testimonial.

Massimo Ceccherini interviene durante il dibattito alla Sapienza di Roma

Video completo della giornata

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articolo la nazione - gli studenti a la Sapienza
manifesto delle giornata degli studenti all Sapienza di Roma

Rocco Siffredi con Massimo Ceccherini

rocco

 pieghievole della giornata col programma degli interventi

manifesto delle giornata degli studenti all Sapienza di Roma

manifesto delle giornata degli studenti all Sapienza di Roma

manifesto delle giornata degli studenti all Sapienza di Roma

manifesto delle giornata degli studenti all Sapienza di Roma

interventi della giornata

i due interventi più significativi della giornata all’università di Roma, fatti rispettivbamente dal prof. Mario Morcellini e da Matteo Lucherini

CONVEGNO BEVI CON LA TESTA

UNIROMA dipartimento comunicazione – 14 ottobre 2011 – centro congressi – via salaria 113

Responsabilità della comunicazione e progettazione di prodotti/video per il bere consapevole

Incontro pubblico promosso dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale de LA SAPIENZA di Roma e dall’Associazione Onlus GENERAZIONI CONTATTI di Firenze

Intervento di apertura di Matteo Lucherini

( Presidente ASSOCIAZIONE GENERAZIONI CONTATTI “giovani e adulti comunicano” )

SONO MATTEO LUCHERINI PRESIDENTE ASSOCIAZIONE GENERAZIONI CONTATTI RINGRAZIO ANCHE A NOME DEGLI OLTRE 900 STUDENTI DELLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI DI FIRENZE, IL DIPARTIMENTO COMUNICAZIONE E RICERCA SOCIALE ED IL PROFESSOR MORCELLINI, RINGRAZIO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FIREN DOTT. EUGENIO GIANI IN RAPPRESENTANZA DELLA NOSTRA CITTA CHE HA VISTO NASCERE IL PROGETTO BEVI CON LA TESTA A FINE 2008, RINGRAZIO TUTTI I PRESENTI PER AVER ADERITO A QUESTA GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SUL TEMA DELLA RESPONSABILITA’ NELLA COMUNICAZIONE DEL BERE CONSAPEVOLE.

La nostra associazione si chiama GENERAZIONI CONTATTI GIOVANI E ADULTI COMUNICANO sottotitolo scelto dai ragazzi: PERCHE’ IL DESERTO AVANZA Ovvero iniziative ed eventi a favore dell’ascolto fra generazioni

Un associazione nata per caso dalla voglia di cambiare qualcosa nel panorama DI COLORO che trattano il tema del dialogo fra giovani e adulti. Individuare il progetto da cui iniziare è stato giocoforza dettato dalle cronache locali che vedono semprepiu’ morti da incidenti stradali a seguito di abuso di sostanze siano esse alcol che altro. E quindi fare dell’associazione uno snodo di idee ed energie che arrivino in primis dagli studenti ma anche dagli adulti è venuto da se !

Oggi siamo un gruppo nutrito di adulti, sia genitori che no, e oltre 900 studenti di vari licei del comprensorio fiorentino.
Il passaparola anche tramite la rete permette ogni giorno di organizzare nuove idee da portare avanti insieme soprattutto comunicando tramite email, skype e telefono.

Ognuno è molto preso dalle proprie attività ma si riesce a ottenere i contatti giornalieri usando la tecnologia… come fossimo insieme in una stanza riuniti. Durante le iniziative in piazza poi si approfondiscono le conoscenze personalmente e si aggiungono nuovi contatti portati dall’entusiasmo di chi gia partecipa. Ognuno finora ha portato quello che poteva…. dal tipografo al gestore del locale, dall’avvocato all’amico commerciante all’informatico ognuno ha attinto la propria forza da quello che meglio sa fare…!

Il tema dell’abuso di alcool alla guida è senz’altro un tema scomodo da affrontare perche’ scatena in ognuno la paura di essere al centro di episodi che lo riguardino o riguardino un suo familiare. Si tende quasi sempre a voltarsi dall’altra parte quando le associazioni che commemorano una persona deceduta per incidente stradale parlano di strade pericolose, istituzioni assenti, controlli scarsi oppure gestori scorretti che offrono alcool anche al di fuori delle regole.

La paura che si percepisce da parte di tutti è molta. Una sorta di roulette russa che puo’ colpirti anche in pieno giorno mentre attraversi la strada per il caffe’. La paura si manifesta in molti modi…come l’altro giorno mi sento telefonare da un amico che mi dice di cancellarlo dalla mailing list dell’associazione perche’: “Matteo sono astemio!” Si tende quindi a rimuovere il problema o, se ne parliamo, lo liquidiamo con la scusa che i figli non bevono, la sera escono sottocasa oppure che non si esce proprio dopocena… o che appunto come dicevo prima “si è astemi”.

L’associazione ha avuto anch’essa una partenza sbagliata. Nelle scuole a parlare di sicurezza e di buone intenzioni magari attraverso discorsi pesanti con immagini pesanti. Il solito cicchetto degli adulti ai giovani sul non bere o allacciarsi il casco.Proprio noi adulti che magari al ristorante fuori porta dopo aver bevuto troppo vinrosso non osiamo passare le chiavi dell’ammiraglia alla moglie davanti a tutti gli amici per paura di essere considerati come quelli che non reggono neanche una bottiglia di chianti!

Infatti a Firenze e dintorni gli ultimi tre ragazzi morti in strada per abuso di alcool son stati uccisi da dei “diversamente giovani”, signori di mezza età pieni come una botte di alcool e magari qualcos’altro. Ci siamo allora riproposti agli studenti dicendo esattamente queste parole magiche: “- cosa fareste voi giovani per risolvere un problema in escalation vertiginosa, sia al nord che al sud, isole comprese?”

La risposta è stata magica ed immediata, ambiziosissima ma senza fraintendimenti generazionali…cambiamo tutti abitudini !

Piu’ precisamente adattiamo la nostra quotidianeita’ alle nuove abitudini della globalizzazione che hanno portato comportamenti poco conosciuti da noi…come farsi un amerikano alle 11 del mattino anziche un gingerino o una spuma!
Oppure bere molta birra anche al di fuori di una pizzeria dove prima la birra sembrava l’unica bevanda abbinabile alla pizza!!

E QUINDI: Beviamo pure, arriviamo noi giovani anche agli eccessi propri dell’età e della ricerca di esperienze sconosciute… ma ricordiamo a tutti, a noi in primis, che se vogliamo tornare a divertirsi la sera dopo sarà necessario rendersi consapevoli la sera prima di non oltrepassare certi limiti:

- Non parliamo di vittime ed innocenti…siamo tutti sullo stesso piano perché se è vero che ci vogliono piu’ controlli ci vuole anche piu’ rispetto delle leggi

- E se qualcuno esce dal seminato non va ignorato o evitato…. ma aiutato a capire che UBRIACARSI VA BENE MA FARLO SISTEMATICAMENTE E RICERCARE LO SBALLO PER ESSER PIU’ FIGHI…NON FA CHE ALLONTANARCI DAGLI ALTRI, DALLE ESPERIENZE BELLE COME LA CONOSCENZA DI NUOVE PERSONE E, ALLA LUNGA MINA IL PROPRIO CORPO FINO ALLA MORTE PREMATURA.

Quindi non proibizioni o dito puntato contro qualcosa o qualcuno ma autodeterminazione di molti per arrivare a far terra bruciata attorno a determinati comportamenti!

CERCARE LO SBALLO = NON ESSER FIGO!
Infatti non andiamo fuori da certi luoghi dove lo sballo è il fulcro della serata… come in alcune discoteche dove le nostre idee sortirebbero effetti contrari come esser bersagliati da bottiglie vuote o addirittura menati. L’idea nata dall’incontro fra giovani e adulti nella associazione generazioni contatti è quella di fare cultura sul tema nei luoghi di incontro come pub, locali notturni, palestre, sagre, circoli…portando le persone che non ci ascolterebbero mai se organizzassimo un brindisi analcolico sul bere consapevole ad una nostra serata come accaduto lo scorso marzo.

In piena movida fiorentina, in locale molto alla moda, abbiamo offerto un drink alcolico a bassa gradazione e portato in piazza una band di strada e artisti comici

In tal modo abbiamo messo in bocca anche a chi non lo farebbe un etilometro monouso e abbiamo con gaetano gennai (artista-presentatore nostro testimonial della primissima ora) inventato un siparietto per far si che si leggessero i risultati sul tampone salivare dello stesso.

Eventi e iniziative sul web come la interessantissima carrellata di video e interviste realizzate dai ragazzi sul CANALE YOUTUBE DI GENERAZIONI CONTATTI con spot e video in varie location dal motor show di bologna alla festa della polizia di firenze passando per la serata rock nel locale alla moda oppure intervistando chiunque all’uscita dalla scuola!

L’associazione punta molto sulla diffusione, come pretesto per parlare della cosa, ma anche come prevenzione diretta degli etilometri monouso salivari. Semplici e intuitivi, senza complicate manovre che in una pizzeria od al pub renderebbero inutile la loro diffusione….danno un risultato indicativo se si puo’ guidare oppure non e’ il caso di farlo.
ridendo e scherzando al tavolo della pizzeria con gli amici, far si che il gesto dell’etilometro diventi un gesto non deriso ma accettato da tutti!

Per far questo son stati acquistati fin qui oltre 20.000 etiltest che poi son stati personalizzati dai ragazzi come fossero le figurine della Panini. Disegni divertenti e leggeri, oppure disegni piu’ impegnativi oppure ancora sociali con temi fra i piu svariati trattati…dall’ecologia alle energie alternative. Insomma etilometri da guardare oltre che da usare, sia per giovani che per adulti, per comunicare quello che i ragazzi hanno voglia di comunicare in quel momento!

Ecco! Un’altra grande peculiarità della associazione che non avendo padri o padrini ed essendo in totale autofinanziametno puo’ muoversi in tempo reale attraverso i fatti che la cronaca evoca nella mente di tutti! Senza attendere strategie complesse da vagliare o far decidere ad altri! Qeust’estate abbiamo ad esempio colto sull’immediatezza del momento l’idea di realizzare un diario scolastico definito il diario delle testedialkol !

Pensato e fatto! In un mese e mezzo anche con l’agosto di mezzo…un miracolo da 4000 pezzi stampati dalla giunti progetti scolastici che crede fin dal nascere alla potenza della nostra associazione in termini di energia e voglia di esserci!

Discorso a parte merita un attimo la nascita di TESTADIALKOL, una provocazione che ottiene il maggior ascolto possibile da parte di tutti…perche’ dando della testadialkol a chiunque la domanda su cosa vuol dire e perche’ proprio noi parliamo in questi termini nasce spontanea a tutti proprio tutti!

NON FAR LA TESTADIALKOL…DIVERTITI CON LA TESTA!
oppure

SE FAI LA TESTADIALKOL…USA POI L’ETILOMETRO PRIMA E FATTI ACCOMPAGNARE A CASA!
La provocazione è quindi il conseguente ascolto ci hanno permesso di mettere un etilometro in bocca a tutti….famosi e non. Inoltre a far parlare di noi su alcune radio nazionali nelle ore di punta con il gruppo delle testedialkol fiorentine che parlano di divertirsi piu di testa che di alcool.

E tutta la conseguenza delle motivazioni che ne scaturiscono:
- Se fai la testadialkol non fai l’amore,
- Se fai la testadialkol le ragazze girano larga perche ti puzza l’alito,
- Se fai la testadialkol gli amici si allontananto,

TESTADIALKOL produce in questi giorni una linea di abbigliamento con il teskio che ha la modificazione genetica del cranio con osso a forma di tappo di spumante. Inoltre TESTADIALKOL sta registrando un brano rap realizzato dai ragazzi e cantato dagli stessi per avere un motivo musicale da ricordare che faccia breccia nelle radio sotto natale!

Cosa facciamo oggi qui?
RACCOGLIAMO I FRUTTI DI UN LAVORO INCREDIBILE PERCHE’ ANCHE A NOI PIACCIONO I COMPLIMENTI CHE SONO LA BENZINA PER ANDARE AVANTI…Ma soprattutto siamo qui per cercare con voi nuove strade di comunicazione e non disperdere la fantasia e l’energia degli studenti del progetto!

NON SIAMO UOMINI DI COMUNICAZIONE ED ABBIAMO OGGI NECESSITA’ DI ESSERE QUI NEL TEMPIO DELLA COMUNICAZIONE ITALIANA PER AVERE DA VOI GLI STRUMENTI GIUSTI E NON DISPERDERSI IN MILLE RIVOLI CHE PORTEREBBERO IL PROGETTO A MORIRE PRESTO.ì

Ora serve indicazioni precise per una strategia che non snaturi L’energia che i ragazzi apportano al progetto ma che aiuti la visibilita’ dello stesso anche al di fuori dei confini toscani! Oggi gli studenti fiorentini chiedono questo, soprattutto nell’ atelier pomeridiano su comunicazione e nell’atelier “in talk”…

Farci tutti un’idea piu’ compiuta di come incanalare tutta questa fantasia ed energia in maniera da farne una punta di diamante per tutta italia…coinvolgendo anche gli studenti romani FORSE UN PENSIERO AMBIZIOSO? FORSE.

MA IO CI CREDO MOLTO E IN TRE ANNI GLI STUDENTI FIORENTINI HANNO CONVINTO NON SOLTANTO ME!“

Matteo Lucherini

Intervento del Prof. Mario Morcellini (Preside Dipartimento)

“Io sono qui, sono il direttore del dipartimento ospitante, che ha sostenuto soprattutto con il lavoro duro di chi ha collaborato, e ringrazio in particolare Francesca Belotti e Daniela Cinque, ma tutto il nostro gruppo ha dato una mano solida; ovviamene non ringrazio Matteo Lucherini, perché lui è insieme a me l’organizzatore di questa vicenda, quindi sarebbe superfluo scambiarci i convenevoli. Ci siamo conosciuti ospiti del Ministero della Gioventù, che è rappresentato qui accanto, con età adeguata, gioventù e quindi è più giovane di noi. Da quel momento devo dire che mi pare di non aver bucato nessuno degli appuntamenti che mi sono stati inflitti, e voi capite che il verbo fa capire che ce ne sono stati tanti, e speriamo anche di fare anche qualche altro passo successivo.

Adesso vi dico in pochissime battute – avete visto che nel programma del convegno non avevamo messo quella parte che in genere è convenzionale che nei convegni istituzionali, e purtroppo quindi anche in quelli accademici, preceda sempre l’avvio dei lavori, e cioè i cosiddetti saluti. L’abbiamo omesso per darvi un quarto d’ora accademico di ritardo, perché in genere i giovani cercano di non venire in quella fase; quindi noi a tradimento ve lo infliggiamo senza averlo scritto!

Dopo di me vi porterà il saluto la delegata alle Pari Opportunità, ma in questo caso è una studiosa del fenomeno, la professoressa Ferrari Occhionero; e la rappresentante del dipartimento della gioventù.

Ringrazio ovviamente tutti gli ospiti, ma soprattutto ringrazio soprattutto i giovani, gli studenti, gli studenti del Caetani, a cui siamo legati da un patto ormai scellerato, del resto Gelasio Castani evoca scelleratezze, non vi dimenticate che un Caetani è stato un fondatore della Sapienza; il professor Pettarin che li ha guidati, speriamo anche che possa intervenire più tardi, abbiamo collaborazioni di diverso genere con quella scuola, siamo contenti del rapporto che si è instaurato con loro.

Due o tre righe di presentazione, non tanto del programma, che si presenta da solo, è chiaro, ci sono tutti i rappresentanti delle istituzioni che devono avere vocalità e ovviamente anche qualcosa di più della vocalità, cioè intervento sulla questione drammatica della recrudescenza delle cifre dell’alcool nella condizione giovanile; drammatica, quindi se è drammatica noi non possiamo fare finta di niente, cioè se la definiamo con toni allarmistici come ad esempio la televisione italiana ama fare, ci deve essere qualcosa di più della semplice dichiarazione dello stato di crisi, cioè bisogna andare in due direzioni: cercare di capire di più, e per capire di più bisogna uscire da un’ottica adultocentrica, troppo a lungo abbiamo pensato che si potessero capire i dolori e le crisi della condizione giovanile, l’eccesso di cellulare, di cui sta dando prova Matteo (squilla il cellulare del presidente di contatti!) è uno di quei sintomi!

Secondo elemento fondamentale, che bisogna assolutamente mettere al centro di questa riflessione – quindi il primo è capire, perché se non si capisce non si può assolutamente intervenire, ricordatevi la fantastica lezione einaudiana, per governare occorre anzitutto capire la società, un grande riconoscimento del valore della scienza, della università; secondo elemento non basta capire, perché anche quello può essere un rifugio per belle menti, che si accontentano di dare rapide spiegazioni e decontestualizzano il fenomeno, poi quando gli tocca di persona, il fenomeno diventa più lancinante, quindi noi sappiamo che capire non basta Se capire deve essere un’attività eticamente responsabile, significa che deve essere consequenziale rispetto ai comportamenti, cioè noi oggi parleremo di passi successivi, che cosa si può fare dopo aver tematizzato, riflettuto, quindi tentato di capire il fenomeno.

Non vi dimenticate sempre questo drammatico indicatore semplice, poi Liuccia indicherà meglio questi dati, che l’alcool è la prima causa di morte tra i giovani, mentre è solo la quarta o quinta per gli adulti, quindi significa che c’è una doppia emergenza, una nazionale e una generazionale; e se è un’emergenza relativa ai giovani, l’università non può far finta che sia un tema di ricerca e basta, no, è un tema di ricerca che tocca la parte più pregiata, la parte maggioritaria del proprio appello, cioè siamo – intanto entra in aula il professor Barbano, o il giornalista, ma io qui preferisco il professore – se riguarda i giovani, ripeto, è decisivo che l’università dia un segnale.

Devo dire, e Marisa Ferrari lo sa, e lo sa certamente anche la rappresentante del Ministero della Gioventù, o dipartimento della gioventù, che la Sapienza ha fatto molto in questi anni, soprattutto quando d’estate i tempi ancora consentivano quelle cose che si chiamavano “Estate alla Sapienza”, adesso purtroppo c’è solo autunno alla Sapienza!

E anche inverno, aggiunge la delegata alle pari opportunità; ogni anno che abbiamo fatto eventi culturali, c’è sempre stata almeno una giornata dedicata all’alcool, ogni anno in questo dipartimento, facoltà, forse più di una volta all’anno abbiamo fatto, promosso ricerca, adesso Liuccia, ripeto, lo racconterà con maggiore dottrina e compiutezza; ma non abbiamo mai considerato secondario questo tema, questo mi sento di dirlo, perché quando noi diciamo che ovviamente c’è bisogno di capire, c’è bisogno di fare atti successivi, significa che vale anche per noi, e non vale solo per la politica, come siamo abituati a pensare.

Proprio perché vale per noi, abbiamo dato un imprinting a questo incontro di oggi, incontro pubblico l’abbiamo chiamato, quindi è un po’ seminario, ma anche un po’ socializzazione culturale, l’idea è quella di spiegare il fatto che gli studenti di comunicazione sono una parte di questa generazione chiamata, vocata particolarmente alla produzione culturale comunicativa, sono bravissimi, sembrano bravissimi, tra sembrano e sono, perché in alcuni casi c’è anche un po’ di narcisismo, ma noi vediamo per esempio nelle prove di laurea, nel modo in cui a volte gestiscono gli studi – sappiate che da noi si possono fare gli esami anche testimoniando la conoscenza degli esami attraverso video, attraverso produzioni culturali, e non vi nascondo che è molto più faticoso fare esami con i video, perché significa non solo che devi subirti il video, ma anche vedere se il video testimonia le conoscenze culturali, quindi non è all’acqua di rose.

Se sono così bravi nelle produzioni culturali, noi dobbiamo anche sfidarli sui temi del marketing sociale, come lo chiamiamo un po’ accademicamente noi, cioè di utilizzare queste leve della modernità, e il marketing si è rivelato uno strumento rilevante di conoscenza dei comportamenti, di produzione di strumenti adeguati ai linguaggi e alle culture giovanili; e non a caso il marketing è una delle discipline fondanti di questo corso di studi, e quindi noi vorremmo piegare la capacità, l’abilità di produzione culturale dei giovani anche su questo tema.

Non è la prima volta che succede, non abbiamo scoperto l’America, l’America già c’è, basta soltanto che venga dissodato, quindi noi vedete dal titolo vogliamo ispirare questa giornata intitolata “Bevi con la testa”, secondo uno slogan che è anche caro al gruppo che ci ha stimolato a fare questa collaborazione, con cui abbiamo ormai una collaborazione di un paio di anni, bevi con la testa, quindi guardate quanta razionalità c’è in questo imperativo; ma il sottotitolo è: “Responsabilità della comunicazione e progettazione di prodotti/video per il bere consapevole”.

Non vi sfugga la prima parte, responsabilità della comunicazione: noi su questo tema – qualcuno dei presenti lo sa – stiamo lavorando più duramente che in passato, mi sembra che gli studi di comunicazione nei decenni scorsi hanno troppo subito la bellezza della comunicazione, non circoscrivendo gli aspetti critici, che cominciano ad essere chiaramente visibili e drammatici nella società e nella cultura italiana, nella sottocultura, in alcuni aspetti di populismo, ma anche in alcuni aspetti di quella che gli americani chiamano la public ignorance, cioè la promessa della comunicazione che tutti avrebbero saputo di più, si sarebbero allargati i saperi della gente, non possiamo dire di vedere solo queste prove nella società italiana, anche se ovviamente alcuni soggetti hanno fatto della comunicazione l’argomento della loro vita.

Quindi responsabilità significa anche circoscrivere con precisione i danni della comunicazione, “res pond” significa il peso delle cose, non vi sfugga mai l’origine latina – visto che abbiamo citato il Caetani – res pond significa il peso delle cose, e non ci sfugge che la responsabilità significa passare appunto alla progettazione di prodotti o di idee per comunicare diversamente, più efficacemente a una gioventù che sembra prontissima a messaggi di qualità e a nuovi contenuti. Non so quanta possibilità di reintervenire a questo dibattito, se farò un intervento in cosa per dire quanti segni della condizione giovanile, letti dal punto di vista di un docente di comunicazione, sono straordinariamente positivi, e quindi non parlano solo il linguaggio del declino che sembra così caro ai media e alla sensibilità dei moderni.

Ci sono leve su cui noi sappiamo di poter premere, su cui far volta, per potere modificare, convertire i comportamenti, perché noi siamo qui per dire che ovviamente desideriamo una modificazione dei comportamenti, senza pedagogismo, ma con la persuasione, con l’esempio, con la forza della comunicazione. Questo è l’impegno che dichiariamo per questo seminario, per questo dichiaro aperto questo incontro di studi, e incontro anche di produzione “.

prof. Mario Morcellini

tel. 0649918404/9
e-mail: mario.morcellini@uniroma1.it

dal 2005 preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dove insegna Sociologia della comunicazione. Dal 2002 è Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze della Comunicazione; dal 2003 Portavoce nazionale dell’Interconferenza dei Presidi (Coordinamento Nazionale dei Presidi di Facoltà) e membro del CUN-Consiglio Universitario Nazionale. Attualmente è membro ordinario del Consiglio Superiore delle Comunicazioni, dopo aver fatto parte della Commissione ministeriale per le frequenze TV, del Comitato minori all’Autorità delle Comunicazioni.

 

E’ stato Direttore di ricerca e consulente per il Ministero dell’Università e della Ricerca, il CNR, la Rai, l’Ordine dei Giornalisti, la Federazione della Stampa, la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Roma. Gran parte del suo impegno istituzionale è stata dedicata alla nascita e al consolidamento accademico dell’area disciplinare delle Scienze della comunicazione.

I suoi temi di studio e di ricerca di riflessione si sono incentrati sui percorsi dell’educazione nell’età dei media, entro una prospettiva tesa a indagare serenamente l’influenza dei media sulla modernizzazione dell’industria culturale e televisiva italiana e sul giornalismo.

Tra le principali pubblicazioni: Contro il declino dell’università. Appunti e idee per una comunità che cambia, con Valentina Martino (Milano, Il Sole 24 ore, 2005); La tv fa bene ai bambini. Roma, (Meltemi, 1999); ha curato: Il Mediaevo italiano. Industria culturale, tv e tecnologie tra XX e XXI secolo ( Roma, Carocci, 2005); Multigiornalismi ( Milano, Guerini, 2001). Ha inoltre firmato un’opera (testo + DVD) in onore di Giovanni Paolo II dal titolo Il Papa dei gesti. Segni e parole di una enciclica mai scritta (Torino, ERI, 2003).

Testadialkol sbarca sulla web-tv

Prossimamente il progetto delle testedialkol sul bere consapevole sbarca nella trasmissione in streaming tv del sito www.direttaviola.it che dei giovani ed entusiasti giornalisti fiorentini hanno creato per parlare di sport e di Fiorentina in particolare. Sarà creata una trasmissione che con la sua viralita’ permetterà a tutti i frequentatori del web di conoscere meglio i personaggi famosi che sostengono il progetto autofinanziato delle testedialkol che conta oramai oltre 10mila studenti in tutta Italia. Per maggiori info su ultimissime news (in tempo reale) diventa frequentatore della pagina Facebook “testadialkol” che ha raggiunto già il considerevole numero di oltre 25mila clic!

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VIRGINIA RAFFAELE E UBALDO PANTANI: due comici testedialkol!

I giovani e bravissimi attori e imitatori Virginia Raffaele e Ubaldo Pantani sostengono con il loro video le testedialkol.